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Curcuma longa L.

Piante officinali > Cit - E
Nome comune:               
Curcuma, Zafferano delle indie
Famiglia:                         
Zingiberacee
Habitat:                          
È spontanea nell'Asia meridionale, dall'India alla Malesia, in regioni a clima tropicale, con temperature normalmente comprese tra 20 °C e 35 °C e con elevata piovosità
Descrizione botanica:       
Pianta erbacea, perenne, rizomatosa raggiunge un'altezza massima di circa un metro.
Le foglie sono grandi, lunghe da 20 a 45 cm, con picciolo allungato. I fiori sono raccolti in una vistosa pseudo-infiorescenza ricca di grandi brattee verdi in basso e bianche o violacee in alto. Le brattee verdi formano una serie di tasche, che ospitano grandi fiori gialli (con possibili sfumature arancioni).
La radice è un grosso rizoma cilindrico, ramificato, di colore giallo o arancione, fortemente aromatico, che costituisce la parte di maggior interesse commerciale della pianta.
Parti utilizzate:               
Rizoma
Tempo balsamico:           
Settembre ottobre
Composizione e principi attivi:               
Olio essenziale:
Zingiberene
Curcumolo
β-turmerone
Curcuminoidi:
Curcumina
Demetossi curcumina
Bis-demetossicurcumina
Arabino galattani
Acidi ukonano A, B, C, D
Attività terapeutica:          
Antinfiammatoria
Antiossidante
Eupeptica
Coleretica
Colagoga
Immunostimolante
Indicazioni cliniche:          
Turbe dispeptiche
Dispepsia funzionale
Colecistite non ostruttiva
Dispepsia biliare
Malattie epatiche
Effetti collaterali:               
Secchezza della mucosa orale, flatulenza ed irritazione gastrica
Controindicazioni:             
Sconsigliato in gravidanza e durante l’allattemento, in età pediatria ed adolescenziale,  in soggetti affetti da gravi malattie epatiche, con litiasi biliare o altre cause di ostruzione delle vie biliari.
Avvertenze:                        
La terapia con la  curcuma deve avvenire solo su diretto consiglio medico e sotto supervisione medica
Curcumina e piperina

L'assorbimento e la biodisponoibilità della curcumina nelle somministrazioni per via orale sono modesti. Il suo metabolismo è peraltro rapido con bassi livelli ematici e tissutali e con una estensiva escrezione. Nel tentativo di migliorare l'assorbimento la curcumina si associa alla piperina (alcaloide del piper nigrum), anche se alcuni studi ne contestano la sinergia e ne mettono in dubbio l'utilità.
Un recente studio policentrico ha dimostrato che le due sostanze somministrate insieme presentano alcuni rischi del punto di vista clinico per l'interazione con alcuni farmaci.
Questi sono dovuti ad effetti sulla modulazione dell'attività del citocromo CYP2D6, anche se con gradualità diversa in relazione al profilo genetico del paziente (EM, IM). L'uso di curcumina e piperina in pazienti sottoposti a terapia antiestrogenica potrebbe abbassate la concentrazione del farmaco al di sotto della dose di efficacia nel 20-40% dei casi.
Si raccomanda fortemente, in particolare per i pazienti in terapia antiestrogenica, di consultare il medico prima di assunzione di terapie integrate.

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