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Angelica archangelica L.

Piante officinali > A

Nome comune:
angelica, erba degli angeli, cibo degli angeli
Sinonimi:
Archangelica officinalis Hoffm
Famiglia:                             
Apiaceae
Habitat:
originaria del nord Europa e della Siberia, naturalizzata e coltivata anche nei climi temperati. Vive in boschi e prati umidi, montani e collinari, fino a 2000 m
Descrizione botanica:
erbacea perenne, robusta, alta fino a 2 m, con radice a fittone, grossa e carnosa. Il fusto eretto, cavo, ramificato, striato e peloso verso la base. Foglie basali con lunghi piccioli scanalati, l’infiorescenza è un’ombrella a 30 – 50 raggi, i fiori hanno 5 petali, di colore bianco o rosso, il frutto è un achenio di 3-4 mm, Il periodo di fioritura va da giugno a settembre.
Parti utilizzate:
radice
Composizione e principi attivi:
Olio essenziale (1%):
fellandrene, cariofillene, α pinene, limonene, δ-3-carene, bisabolene, mentadiene, linalolo
Cumarine e furanocumarine:
angelicina, arcangelicina, bergaptene, ostolo, ostenolo, marmesina, eraclenolo, psoralene, umbelliferone, imperatorina, xantotossolo,  xantotossina, fellopterina, ostrutolo, apterina                                                    
Flavonoidi:
arcangelenone                     
Lattoni macrociclici:
tridecanolidi, pentadecanolidi                        
Acidi aromatici:
caffeico e clorogenico                                          
Acidi organici:
ossalico, succinico, malonico                                         
Ac. valerianico                                        
Aldeide acetica                                          
Steroli:
sitosterolo                                                              
Tannini                                        
Glucidi:
glucosio, fruttosio e saccarosi                                           
Vitamina B1 (tiamina)                                          
Resina
Organotropismo:
apparato gastro-intestinale
sistema nervoso centrale
sistema neurovegetativo
apparato muscolo-scheletrico
apparato urinario
apparato respiratorio
Uso tradizionale:
Entra nella composizione dell’acqua di melissa delle Suore  Carmelitane per la cura delle cefalee e per favorire il riposo. Nella tradizione contadina dl nord Europa è ancora utilizzata nella prevenzione e nella cura delle malattie di raffreddamento, e come terapia nelle tonsilliti, nelle adenoiditi e nelle sinusiti. Le foglie sbriciolate all’interno delle auto attenuano il mal d’auto.
Uso alimentare:
Dai frutti e dalle radici si estrae un’essenza che entra nella composizione di diversi liquori (Chartreuse, Strega, Benedectine e Vespetrò). Nei paesi anglosassoni, si usa candita come decorazione per le torte.
Attività terapeutica:
sedativa e spasmolitica (angelicina, ac valerianico, aldeide acetica)
antibatterica (olio essenziale)
antimicotica (olio essenziale)
eupeptica, digestiva, antiacido
carminativa
stimolanto delle secrezioni epato-pancreatiche (Lattoni e flavonoidi)
diuretica (Flavonoidi)
antisettica delle vie urinarie (Umbelliferone)
coronarodilatatrice (Arcangelicina)
emmenagoga
Indicazioni cliniche:
dispepsie gastriche ed epatiche
gastro duodenite, iperacidità
esofagite da reflusso
aerofagia, meteorismo e flatulenza
spasmi gastroesofagei e colici
asma non allergica
bronchiti croniche
oligo-amenorrea e dismenorrea
emicrania da stress
Effetti collaterali:
nei soggetti ipersensibili sono stati riscontrati fenomeni di foto sensibilizzazione dopo prolungata esposizione al sole (Furocumarine)
Avvertenze:
sconsigliata l’assunzione per via interna o inalatoria per lunghi periodi per possibili interferenze sul SNC per la forte presenza di terpeni.
Prodotti erboristici e fitoterapici:                      
Olio essenziale (radici), Tintura madre (radici), Estratto secco (radici), Taglio tisana (decotto di radici al 5%)

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